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Falera2009

Gita a Falera 2009

26 - 27 settembre 2009

 

Un sentito ringraziamento per l'ottima riuscita di questa bellissima gita "astro-culinaria" a Falera in Grigioni, va al nostro presidente, Gilberto Luvini, che si è sobbarcato tutto il lavoro amministrativo facendo addirittura un sopraluogo alcuni giorni prima.

Il programma previsto è stato pienamente rispettato e comprendeva:

I partecipanti a questa trasferta, tutti simpaticissimi e di buon umore, sono stati ben 18. Visto il costo dell'operazione per una famiglia la considero una grande riuscita ed un ulteriore merito per il principale organizzatore.

Arrivo a Falera

Il viaggio, nonostante il traffico intenso si è svolto normalmente. Fotografia di gruppo scattata poco dopo l'arrivo alle 15:45 e con quasi tutti gli iscritti presenti, mancavano solamente 3 persone.

Subito dopo ci siamo recati in albergo e nell'attesa dell'arrivo degli ultimi partecipanti abbiamo bevuto un rinfresco:

 

Complesso megalitico di Falera

Personalmente la visita guidata ai megaliti di Falera ha rappresentato un graditissima sorpresa. Infatti non avevo minimamente compreso la complessità ed estensione di quest'opera. Alle 16:50 del pomeriggio ci siamo incamminati verso il sito archeologico.

Gilberto Luvini per l'occasione ha ingaggiato una guida che in italiano, cosa non scontata da queste parti, ci ha guidato e spiegato punto per punto molti dei segreti della zona. Nella fotografia seguente la nostra simpatica e competente guida si presenta al nostro rumoroso gruppetto.

In questa immagine potete apprezzare la complessità ed estensione del sito archeologico che sorge nei prati tra la chiesetta ed il paese di Falera. La costruzione del sito è iniziata nell'età del bronzo, approssimativamente 1500 AC. Questa data è confermata con delle datazione al carbonio 14. Chiaramente non sono pervenute tracce scritte dell'evento in quanto questo precede la scrittura, almeno in questa zona delle alpi. Quello mostrato in queste fotografie lo possiamo definire come un osservatorio astronomico dell'età del bronzo.

 

Benché non ci siano tracce scritte, sono presenti dei graffiti su parecchi rocce. Alcune di queste sono naturali (come quella nella fotografia) qui sotto, altre sono state accuratamente posizionate dall'uomo.

Questa foto è lo stesso graffito della precedente da un altra prospettiva. Qui la bacchetta evidenzia lo stretto collegamento tra tutte queste opere ed il cielo. In particolare qui la retta incisa sulla roccia indica precisamente il meridiano (la linea che congiunge il nord al sud).

Qui sotto, un'altra pietra con incisione appena fuori dalla cinta del cimitero. Benché l'incisione sia forma di croce questa non è un simbolo cristiano. In questo caso indica i punti cardinali (nord -sud, est - ovest). Solitamente queste pietra con incisioni "pagane" venivano rimosse o nascose se entro o in prossimità di chiese. Fortunatamente qui non è successo.

Fausto Delucchi di fianco ad un grande Megalite. L'allineamento di pietre che si scorge in parte alle sue spalle è inclinato precisamente di 63° rispetto alla linea del meridiano. Consentiva di determinare con precisione ed in anticipo di un mese il solstizio di estate e d'inverno. Queste date erano e sono tutt'ora importanti in agricoltura (in estate per il raccolto, in inverno per il periodo di riposo dei campi).

Altri allineamenti calcolano gli equinozi di primavera e autunno. Non mancano neanche alcuni rivolti al sorgere o tramontare di Venere o di alcune stelle particolarmente importanti o brillanti come quello qui sotto (Caph in Cassiopea se ricordo bene).

Il nostro gruppo ascolta le spiegazioni con il paese di Falera sullo sfondo

Il megalite piccolo davanti a Giancarlo Marabese in celeste nella foto, è uno gnomone. Infatti l'ombra della collina sullo sfondo, allora priva di alberi, cade precisamente in un punto segnato sul megalite il mezzogiorno del solstizio d'estate.

Atterraggio di una mongolfiera sui prati Falera. Sullo fondo Flims.

Frana di Flims

Il nostro gruppo sale sulla piccola collina davanti a Falera.

Paesaggio di Flims. Tutto il paese è costruito sui resti della più grande frana delle alpi caduta, secondo una recente datazione, il 10500 AC. Precisamente una gran parte della montagna dietro Flims costituita da calcare si è staccata alla fine dell'ultima glaciazione franando ed ostruendo per molti chilometri la vallata del Reno Superiore. Come si scorge nella foto, il fiume ha poi scavato nei sedimenti un imponente cagnon.

Allineamenti in tutta la regione.

Panorama dalla collina. Questo è chiaramente un punto strategico. Con facilità si può osservare tutta la vallata e scorgere qualunque movimento in lontananza. Immancabili anche qui delle incisioni che indicano precisamente i punti cardinali. Sulla cresta della montagna sullo sfondo (vedi foto) c'è una chiesetta. Ci è stato spiegato e mostrato su di una cartina che molte delle chiese più antiche sono allineate in vario modo. Queste infatti sono tutte state edificate sopra luoghi di culto pre-cristiani, tutti coinvolti con l'osservazione di fenomeni celesti.

A. Storni

Pietra con inciso un cerchio ed un punto al suo centro. Come per tutte le altre costruzioni anche in questa la posizione, forma ed inclinazione sono volute e servono a proiettare un ombra in data ben precisa.

Chiesa di Falera.

Visita all'antica chiesa di Falera costruita proprio al centro del luogo di culto pre-cristiano.

Affresco rappresentante l'ultima cena.

La nostra cena!

Dopo tanta cultura e facendo ritardare la nostra guida siamo corsi al ristorante "La Punt" dove avevamo prenotato per la cena. Anche questo appuntamento si è rivelato fonte di sorprese e ci ha consentito di scoprire alcune specialità grigionesi quali i "capuns" e i "maluns".
Seguono alcune fotografie dei partecipanti prima che comincino a parlare le forchette. L'ottima cena ci ha permesso di passare qualche ora in compagnia mentre all'esterno piovigginava. Infatti durante il pomeriggio le nuvole si era progressivamente addensate fino all'inevitabile conclusione.

L'Osservatorio "Mirasteillas"

Durante la cena ci siamo preoccupati per la sorte della nostra visita all'osservatorio. Più di una persona ha temuto il peggio. Si vede però che l'anno astronomico ci sorride, infatti finita la cena ha smesso di piovere. Chiaramente la nottata è rimasta umida, ma ogni tanto la nebbiolina si diradava consentendoci di ammirare il cielo al meglio con gli strumenti dell'osservatorio.

Un pò a piedi, un pò in vettura siamo tutti arrivati all'osservatorio.

L'osservatorio è situato poco sopra il paese, parzialmente riparato da alcuni pini. Un pochino di luce inevitabilmente arriva, comunque il cielo è buono e l'inquinamento luminoso contenuto. Mi sono premurato di misurarlo con lo "Sky Quality Meter" ottenendo il rispettabile valore di 21.3, migliorabile in assenza di nebbiolina. Ricordo che il record è per ora detenuto da Dötra. Durante lo starparty del 2009  è stato misurato il valore di 21.7 fuori dalla Via Lattea e 21.6 in Via Lattea! A Calina misuriamo solamente 19.95.

La struttura è moderna, tutto è estremamente curato e nuovo. Già il tetto scorrevole impressiona. Pesa ben 18 tonnellate e ne può reggere altre 50. Caratteristica indispensabile per un osservatorio nato nella capitale svizzera dello snowboard. Il secondo piano della struttura, dedicato all'osservazione degli astri è suddiviso in due parti, il locale con gli strumenti e la sala di controllo per l'operatore.

Pezzo forte è il riflettore Ritchey Chretien da 90 cm e 9 metri di lunghezza focale. Questo mostro di svariati quintali di peso è stato progettato e costruito in Germania. Invece le ottiche sono russe, le ha costruita la famosa azienda Lomo. Lo strumento principale, come si vede dalla fotografia qui sotto, è altazimutale e dotato di uno specchio terziario per il fuoco Nasmyth. Quindi l'altezza dell'oculare rispetto al pavimento resta costante durante tutta l'osservazione. Ci si può comodamente sedere senza fare alcuna contorsione.

Specchio primario, paraluce e intaglio all'altezza dello specchio terziario

La parte posteriore dello strumento con tutti i suoi cavi nelle guide. Tutto molto professionale.

Lo specchio secondario nel suo supporto è impressionante, infatti è grande come il primario di un C8.

Fanno parte del parco strumenti dell'osservatorio alcuni telescopi minori come questo Takahashi FSQ106ED oppure suo fratello maggiore un Takahashi FS152 su montatura EM200 Tenma2. Inoltre c'è anche un binocolone gigante cinese.

Complici la pioggia pomeridiana che ha inzuppato tutto e l'umidità esagerata dell'aria durante notte, il cielo non è mai stato completamente sereno. Banchi di nebbia che andavano e venivano ci hanno relativamente disturbato durante la notte. Non sono comunque mancati dei momenti memorabili, duranti i quali il cielo era in gran parte sgombro e la Via Lattea faceva bella mostra di se. In questi momenti il 90 cm oppure il rifrattore da 150 mm mostravano immagini da urlo!
Con l'oculare Pentax XM da 40mm, quindi a 225 ingrandimenti (il minimo consentito è 130 con il 70 mm), M15 era da svenimento. Sovraesposta e risolta fino al nucleo, stelle piccole. Memorabili anche alcune galassie quali NGC7331 quasi da foto, oppure la nebulosa velo immensa e tutta da frugare, o ancora M33 che usciva dal campo visivo dell'oculare e tutta piena di addensamenti. Meraviglia.

Siamo rimasti in osservatorio fino alle 03:00 del mattino. Per questo devo ringraziare di cuore tutto il team di Falera che ha praticamente fatto mattina con noi ed è sempre stato molto paziente. Ci hanno pure consentito di muovere i telescopi a nostro piacimento utilizzando i PC con il programma The Sky 6.

Il Sentiero dei Pianeti

Inizio del sentiero dei pianeti. La sfera gialla dietro il gruppo è il sole.

Marte rappresentato in scala ed alla giusta distanza dal sole.

Saturno

Gli imponenti strati geologici di calcare da dove si è staccata la frana di Flims

Un ottimo ristorante dove fare tappa e pranzo prima del ritorno.